Ischia: uno sguardo attraverso gli scorci dell’isola

 

 

 

ischia

L’affioramento vulcanico di Ischia è il più sviluppato e più grande delle isole del Golfo di Napoli. Si tratta di un miscuglio interessante di tentacolari città termali, giardini abbondanti, necropoli sepolte e paesaggi spettacolari, tra boschi, vigneti e pittoresche cittadine. Ischia attrae solo una parte dei turisti che in estate molto spesso preferiscono fare un salto a Capri partendo da Napoli. Forse qualcuno dovrebbe dire loro che le spiagge qui sono molto più belle. 

La maggior parte dei visitatori, inoltre, predilige le città a nord della costa come Ischia Porto, Ischia Ponte, Casamicciola Terme, Forio e Lacco Ameno. Tra questi, Ischia Porto vanta i migliori bar, Casamicciola il peggio del traffico e Ischia Ponte e Lacco Ameno il più bel paesaggio.

Sulla costa sud, molto più calma, si trova invece la perfezione pedonale di Sant’Angelo che offre una languida miscela tra un accogliente porto dove prendere il sole e le vicine spiagge grondanti di gatti. Tra le coste si trova un passaggio meno battuto dai visitatori fatto di boschi fitti di castagni, i quali conducono all’incombente Monte Epomeo, la vetta più alta di Ischia.

Una stretta fascia costiera forma delle piste ad anello, coperte da folte e vertiginose foreste che conducono direttamente al cuore dell’isola verde. Questo non è il luogo dove troverete prati verdi e aperti e dove sarà possibile fare passeggiate, anche se ci sono ottime escursioni geologiche guidate.

Mangiare è uno dei grandi piaceri dell’isola; mentre il pesce è una specialità ormai celebre, Ischia è anche famosa per i suoi conigli, allevati nelle fattorie dell’entroterra. Un’altra specialità locale è il rucolino, un liquore al gusto di liquirizia a base di rucola.

Storicamente, l’isola era una tappa importante sulla via commerciale che dalla Grecia portava al nord Italia nell’ottavo secolo, ma da allora ha vissuto una serie di periodi bui. L’eruzione del 1301 dell’ormai estinto Monte Arso ha costretto gli abitanti a fuggire verso la terraferma, dove rimasero per ben quattro anni. Cinque secoli più tardi, esattamente nel 1883, un terremoto ha ucciso più di 1.700 persone e ha raso al suolo la fiorente cittadina termale di Casamicciola. In volgare italiano, infatti, il nome della città significa letteralmente “distruzione totale”.

4 meraviglie da ammirare ad Ischia

Chiesa Santa Maria delle Grazie: scoprite le creazioni barocche risalenti al diciottesimo secolo di questa chiesa con la sua facciata color pesca (modificata in fase di recupero), cappelle semicircolari e una terrazza sopraelevata popolare tra gli adolescenti che la utilizzano come luogo romantico su cui poter amoreggiare oppure per le donne che amano incontrarsi con le amiche. Comprate un gelato presso una delle gelaterie della zona vicina e assaporatelo godendovi la vista dalla terrazza.

Giardini Ravino: nato dalla visione del botanico locale Giuseppe D’Ambra, che raccoglie le piante dal 1960, questo giardino di 6000 metri quadri rende omaggio al non così umile cactus. Qui c’è una variegata collezione di piante grasse, molte delle quali si dice vantino delle proprietà omeopatiche. È possibile partecipare a una visita guidata ogni domenica alle ore 11 circa. I giardini sono anche sede di concerti e mostre d’arte e artigianato. Inoltre ci sono appartamenti con angolo cottura da affittare.

La Colombaia: una delle gioie del viaggiare ad Ischia è il poter vivere diverse esperienze nella stessa zona. Un esempio è rappresentato dalla bella villa neo-rinascimentale, la Colombaia, che sprigiona il suo carattere rurale e selvaggio. C’è poco da meravigliarsi quindi se questo è il luogo di cui si è perdutamente innamorato il regista italiano Luchino Visconti.

Il Castello Aragonese: l’elegante Ponte Aragonese risalente al quindicesimo secolo collega Ischia Ponte al Castello Aragonese, un tentacolare, magnifico, imponente castello arroccato su un isolotto roccioso. Mentre il tiranno siracusano Gerone ha costruito la prima fortezza nel 474 a.C., la maggior parte delle struttura attuale risale al 1400, quando il re Alfonso d’Aragona ha dato un restyling completo al sito, costruendo i bastioni fortificati e la rampa di accesso nella roccia.

 

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